Anch'io

Come trattiamo i dati

Aggiornata il 4 settembre 2026.

In breve, e senza giri di parole:

Che cos'è questo sito, oggi

Questo sito racconta Anch'io e raccoglie le esperienze che ci servono per rifinire l'app insieme a venti famiglie. Non ti chiede di creare un account. Se rispondi alle domande, stai contribuendo alla ricerca che guida le priorità del prodotto.

Chi tratta i dati

Il progetto è di Matteo Lauricella, che lo porta avanti come persona, non come azienda: non c'è ancora una società, e quindi non c'è una ragione sociale né una partita IVA da scrivere qui. Questo non cambia niente per te: chi decide cosa farne dei dati è identificabile e raggiungibile, ed è quello che conta.

Il contatto per qualsiasi cosa riguardi i tuoi dati, compresa la cancellazione, è privacy@vivereglutenfree.it. Risponde una persona, non un modulo.

Cosa raccogliamo

La tua email, se la lasci con le risposte

L'email è facoltativa se vuoi soltanto aiutarci con la ricerca. Diventa necessaria per partecipare all'offerta riservata ai primi 20 che completano tutte le dieci domande, perché senza un recapito non potremmo riconoscerti o consegnarti l'app.

Le risposte alle dieci domande, se rispondi

Salviamo il testo che scrivi, la mail se la lasci, e la data. Salviamo anche il testo della domanda a cui stavi rispondendo: le domande cambieranno, e una risposta senza la sua domanda non vuol dire più niente. Puoi rispondere anche a una sola domanda, e puoi rispondere senza lasciare la mail: in quel caso non abbiamo modo di sapere chi ha scritto.

Tutto questo parte dal tuo browser già cifrato, mail compresa: più sotto c'è scritto cosa vuol dire e cosa non vuol dire.

Quelle domande parlano di tuo figlio, quindi leggi questa parte. Rispondendo potresti scrivere cose che riguardano la sua salute: quando sta male, cosa gli è successo a scuola, come reagisce. Sono informazioni delicate, e il modo migliore di proteggerle è non renderle riconoscibili.

Non scrivere il suo nome, il nome della scuola o quello dei compagni. A noi serve cosa è successo, non a chi. Se ce li scrivi lo stesso li togliamo appena leggiamo, ma è più sicuro se non ci arrivano proprio.

Perché possiamo tenerli

Perché ce li dai tu, sapendo a cosa servono: il consenso che spunti prima di mandare il modulo (art. 6, par. 1, lett. a del GDPR). Per le risposte che toccano la salute di un minore serve un consenso esplicito, e la casella dice esattamente questo (art. 9, par. 2, lett. a). Puoi ritirarlo quando vuoi, e ritirarlo significa che cancelliamo: non che smettiamo di scriverti tenendoci il resto.

A cosa servono

Le risposte servono a capire quali problemi deve affrontare l'app. Se completi tutte le dieci domande e lasci l'email, useremo l'indirizzo anche per comunicarti se rientri fra i primi 20 e per consegnarti l'app. Non è un'iscrizione alla newsletter.

Non riceverai pubblicità di terzi. Il tuo indirizzo non viene ceduto, venduto, scambiato o «condiviso con partner selezionati», che è il modo educato di dire venduto.

L'app in regalo ai primi 20

L'ordine è quello registrato dal database al momento in cui arriva un questionario con tutte le dieci risposte e un'email. Non mostriamo un contatore pubblico. Dopo la verifica contatteremo i primi 20 all'indirizzo lasciato nel questionario. L'offerta riguarda la prima edizione dell'app.

Le risposte partono già cifrate

Quando premi «Manda le risposte», il tuo browser chiude quello che hai scritto in una busta cifrata prima di spedirlo, email compresa. Sul database non arriva un testo: arriva una riga illeggibile. La chiave che la apre non è mai stata su un server. Sta su un computer, e senza quella il contenuto non lo legge nessuno.

Vuol dire che se un giorno quel database venisse rubato, o esportato per sbaglio, o consegnato a qualcuno, quello che hai scritto resterebbe illeggibile. Non perché qualcuno ha promesso di non guardare: perché non c'è niente da guardare.

Il prezzo, detto com'è: se quella chiave si perde, le risposte non le apre più nessuno, nemmeno noi. È una scelta, e la rifaremmo.

Quello che questo non protegge, perché nessuno lo dice mai: se qualcuno riuscisse a manomettere questo sito, potrebbe sostituire la chiave con la propria e leggere quello che arriva da quel momento in poi. Vale per qualunque sito che cifra nel browser, compresi quelli che non lo scrivono. Quello da cui difende davvero è il database che finisce dove non deve, ed è il rischio concreto.

Dopo l'invio ti mostriamo un codice di ricevuta, tipo 7TY2-Y3CZ. Non dice chi sei e non è collegato al tuo nome: serve a te. Se un giorno vuoi che cancelliamo quello che ci hai mandato, ci scrivi quel codice e troviamo la riga senza doverla aprire. Cancellare senza leggere è meglio che leggere per cancellare. Segnatelo quando compare: non possiamo rimandartelo, perché per sapere qual è il tuo dovremmo aprire tutte le buste.

Dove stanno, e chi può leggerli

In un database gestito da Supabase, su server nell'Unione Europea. Le tabelle sono configurate perché il sito possa solo scrivere: non esiste una richiesta che il browser possa fare per rileggere quello che è stato mandato.

Nel database la busta contiene insieme risposte ed eventuale email:

Per quanto tempo

Le risposte alle domande servono finché ci aiutano a rifinire le priorità: le cancelliamo entro dodici mesi, o prima se ce lo chiedi. È una cancellazione che facciamo a mano, non un automatismo del database. L'eventuale email è dentro la stessa busta e segue lo stesso termine. Per i primi 20 può essere conservata fino alla consegna dell'app, poi viene cancellata entro novanta giorni.

Nell'app, i contenuti locali restano sul telefono finché li cancelli o rimuovi l'app. I contenuti inviati alla community restano finché servono alla funzione o finché ne chiedi la rimozione, salvo il tempo necessario a gestire segnalazioni e abusi. Lo stato pseudonimo degli acquisti resta per il tempo necessario a riconoscere, ripristinare o revocare i diritti e a gestire obblighi di legge o contestazioni. Apple, Google, RevenueCat e Supabase applicano anche i tempi previsti dalle proprie informative e dagli obblighi a cui sono soggetti.

Cookie e tracciamento

Non ce ne sono. Questo sito non scrive cookie, non usa localStorage, non carica caratteri da Google e non ha pixel pubblicitari. Quando premi il pulsante di invio, il browser manda la busta cifrata al nostro progetto Supabase. È una richiesta necessaria al questionario, non un sistema di tracciamento. Per questo non trovi una finestra dei cookie.

La ragione non è ideologica. Una rete pubblicitaria che sa che hai visitato un sito sulla celiachia infantile sa una cosa sulla salute di tuo figlio, e quella cosa vale soldi. L'unico modo serio di non partecipare è non chiamarle proprio.

Cosa puoi chiedere

Di sapere cosa abbiamo su di te, di correggerlo, di cancellarlo, di riceverne una copia, o di non ricevere più niente. Basta rispondere a una qualsiasi mail che ti arriva da noi, oppure scrivere a privacy@vivereglutenfree.it. Non serve motivare la richiesta, non c'è un modulo da compilare, e rispondiamo entro trenta giorni.

Se hai risposto alle dieci domande senza lasciare la mail, il modo di farti cancellare è il codice di ricevuta che ti abbiamo mostrato dopo l'invio: scrivicelo e cancelliamo quella riga. Se l'hai perso e non ci hai lasciato la mail non possiamo ritrovarti. È il rovescio dell'anonimato, e vale la pena saperlo prima.

Se pensi che stiamo trattando i tuoi dati in modo scorretto puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali.

Nell'app

Queste sono le scelte già prese sul trattamento dei dati dentro l'app.